“TU COSA FAI PER ARROTONDARE???”- “MANGIO”

Photo by Anna Shvets on Pexels.com

Ammetto che mentre scrivo l’articolo, cosi per compagnia, mangerei tranquillamente un intero pacco di patatine rustiche, le mie preferite, che mi ispirano e solleticano meglio il mio lato cosi pungente, sottile ed ironico, in quanto lo ingrassano meglio nei suoi ingranaggi, cosi come le mie mani sulla tastiera…ecco è proprio questo ultimo scenario che mi fa desistere dal farlo e per me è un vero e proprio abominio.

Ma tutto cio’ pero’ non allontanerà da me il pensiero di quel cosi invitante cibo succulento, mi inviterà, invece piu’ volte, durante la stesura di queste parole, come il canto delle sirene per Ulisse, a PENSARLO, a DESIDERARLO, ad attendere il momento giusto per sgranocchiarle. Si dice che l’attesa aumenta il piacere, almeno ho sentito vociferare, a me fà aumentare in questo caso solo la fame, che mi porterà in seguito ahimè, a magnamme pure la carta delle patatine.

Adesso non mi venite a raccontare che a voi tutto cio’ non capita, mi rivolgo soprattutto a voi/noi, categoria del gentil sesso, in alcuni giorni particolari che la natura ci ha concesso in dono, dove i piedi del tavolo diventano invitanti come le patatine fritte. Ebbene si le voglie non si hanno solo in gravidanza, è un dato di fatto, io ne sono la prova vivente, altrimenti mio marito avrebbe comprato un test di gravidanza al mese, sarei madre di non so quanti figli, i quali per distinguerli li avrei potuti chiamare mc Donald, pizza, patatine, cioccolato, piadina, lasagna, parmiggiana ecc ecc ecc.

Saro’ l’unico caso al mondo????? non credo proprio, ma sono straconvinta che l’arte del cibo e la sua invitante e piacevole seduzione di sapori e odori, difficilmente non faccia innamorare qualcuno.

La mente è catturata dal cibo, lo senti addirittura chiamarti quando è intrappolato, che ne so, dentro uno scaffale e tu sei seduta comodamente nel tuo divano, vicino ad un caldo caminetto, con tuo marito che ti massaggia i piedi mentre guardate un film, improvvisamente dentro te senti, nelle vischere proprio, che quella baretta di cioccolato svizzero, comprata ieri, è meglio che non famigliarizza troppo con altri, ma in un primo achito ignori simili pensieri, quasi psicolabili, quindi ti muovi, cerchi di assumere una posizione migliore, piu’ comoda, ti concentri sul film, ma niente, l’immagine di quel rettangolo marrone, tutto solo, o quasi, ti fà compassione. Nessuno a questo mondo deve rimanere solo, ma non vuoi neppure apparire troppo crocerrossina, quindi i tuoi approcci cambiano e cominci a tastare il terreno attorno a te…”Amore hai voglia di qualcosa??”, lui naturalmente, che non ha tutte le nostre menate mentali, risponde ” No amo, e tu?” Cazzo ha fatto la domanda fatidica.

Io devo essere sincera, quando si tratta di cibo non mi faccio pregare due volte, quindi come un furetto in amore, faccio gli occhi dolci e lo invito gentilmente a condividere con me del cioccolato, se poi è tutta la barretta meglio mi sento, il film in quella modalità ha un aspetto diverso, maggiorato di dolcezza.

Ragazze, mi rivolgo a voi, in quei periodi, pre, durante e anche post, tutto è concesso, se vediamo che proprio in quel momento la bilancia segna qualcosa in piu’, ricordiamoci sempre che il nostro metabolismo, il ciclo, crea ritenzione idrica , sostanzialmente è acqua, che ha naturalmente, il suo peso specifico che la bilancia segnala, non è la nutella, quella una volta sciolta in bocca è sparita. Capite qual’è la cazzata che dovete raccontarvi???

Ma adesso voglio affrontare un po’ un momento serietà, sono sempre stata di buona forchetta, come si dice da me al sud Italia, amo stare con i piedi sotto il tavolo, quel momento di pura convivialità, dove soprattutto nelle zone meridionali dura tanto e con portate che sfidano una dieta light. Sono per mia fortuna magra, ma cio’ nn toglie che mi ritrovo i difetti che chiunque possa avere, un po’ di pancetta, qualche piccola imperfezione alle gambe, che naturalmente non sono piu’ come quando avevo vent’anni, ma mi difendo ancora bene, mi guardo allo specchio a volte mi piaccio a volte no, regolare routine che credo accomuni tanta gente. Fin qui nulla di anormale, cio’ che davvero mi fà imbufalire è la classica situazione che si verifica quando sei a cena con amici, tu ordini dal menu’ cio’ che ti fa gola, che ti ispira maggiormenete le papille gustative e aspetti con ansia, e brontolii continui del tuo stomaco, il tuo piatto succulento. Anche fino a questo punto un quadro della situazione normale, cornice perfetta, simpatica, allegra, tutto degenera quando finalmente tutti i commensali cominciano a gustare i loro piatti, tu naturalmente il tuo, sei concentrata ad assoporare tutto, con tanto di commenti dentro te sulla qualità o meno di quello che hai scelto, una sorta di feedback culinario che farà da leggenda alle tue prossime scelte, quando improvvisamente senti QUALCUNA, perchè poi sono sempre le femmine ad avere queste esternazioni, che ti dice ” MA COME HAI FATTO A MANGIARE TUTTO IL PIATTO, COMPLIMENTI CHE FAME CHE HAI, MA COME FAI A NON INGRASSARE”.

Allora chiariamo alcuni punti fondamentali sorella mia, inanzitutto non sei tu che devi preoccuparti se mangio o meno, credo che siano situazioni che riguardano piu’ la mia sfera privata a cui sicuramente a te non devo dare conto, punto due io non guardo il tuo piatto, nè la pietanza che hai scelto, se non ti piace, se non hai fame , se fai la dieta sono affari tuoi, ma non mettere il becco con i tuoi commenti su quella degli altri perchè nessuno ti ha interpellato, punto tre non meno importante di tutti, dove il mio francesismo da camionista doc viene toccato nel vivo, SARANNO PURE CAZZI MIEI DI QUELLO CHE MANGIO, COME MANGIO E QUANTO MANGIO??? oppure attorno ad un tavolo tutto cio’ deve diventare un affare di stato???

Sarà che forse io ho ricevuto un’altra educazione, ma non mi permetto a guardare i piatti degli altri o giudicare il loro modo di fare, soprattutto alimentare, ad oggi è un tema molto delicato,ma tolto cio’ mi sembra inopportuno segnalare, evidenziare che qualcuno al tavolo ha APPETITO, non credo sia reato o sia un evento tale da attirare l’attenzione di tutto il tavolo, ma soprattutto non credo che il desiderio o la fame del mio stomaco io debba argomentarla con qualcuno.

Detto cio’, sono convinta che l’essere umano stia peggiorando sempre di piu’, si sente sempre padrone di poter dire la sua, sempre e fuori dal coro per essere qualcuno, mettersi al centro dell’attenzione e perchè no, denigrare anche qualcuno, ormai è lo sport preferito da tutti farsi gli affari degli altri- mi limito a scrivere cosi per non sembrare troppo ruspante-sono tutti professori di tutto, tutti grandi esperti, ad esempio alimentari, tutti sanno consigliarti meglio, tutti che osservano la tua vita e non la loro. Quindi approfitto per dire a voi TUTTOLOGHI che il vostro cervello ormai è off, ma è inutile che si da la colpa a questa pandemia che ci sta affligendo da quasi tre anni, perchè con la testa non stavate bene neanche prima… e a voi invece che amate mangiare, amate VOI STESSE, questo è il chiodo della bilancia di un concetto semplicissimo di equilibrio tra i due cervelli che noi abbiamo, uno racchiuso dentro il nostro cranio, l’altro un po’ piu’ in basso, il cosidetto “secondo cervello”, lo stomaco.

Photo by Olga Burmistrova on Pexels.com

Pubblicato da idee flambè

Rosso come il peperoncino Calabro.....caldo come il sole del mediterraneo....trasparente come le acque cristalline dello Ionio....."SEI DEL SUD?"......."NOOOOOO IO SONO CALABRESE"

10 pensieri riguardo ““TU COSA FAI PER ARROTONDARE???”- “MANGIO”

    1. grazie mille come sempre per avermi letto, effettivamente sono stata un po’ assente, ma è sempre un piacere scrivere e ricevere commenti come il tuo, sono ben lieta di sapere che non sono la sola a pensare questo e che molti dovrebbero imparare a guardare un po’ di piu’ il proprio IO prima di giudicare quello degli altri. grazie ancora infinitamente per il tuo contributo

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