“LE MIE PAROLE NELLA TUA TESTA MUOIONO DI SOLITUDINE”

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Vi è mai capitato di parlare con qualcuno e notare che il vostro interlocutore sembra apparentemente ascoltarvi, muove addirittura anche il capo in segno di assenso e di interesse a tutto cio’ che energicamente estrapoliamo dal nostro cervello e lo trasformiamo in un uragano di parole, semplicemente per trasmettere un nostro stato d’animo, una nostra felicità, per descrivere un avvenimento importante, insomma per dire la nostra a qualcuno che ci sta di fronte, bene fin qui nulla di strano o apparentemente tale, tranne quando questo individuo appartiene a quella strana categoria di egocentrismo puro ai massimi livelli dove non si puo’ far altro che abbassare le mani e con gli occhi al cielo, pensare, anzi maledirci, del perchè abbiamo intrapreso simili conversazioni con questi esemplari, rimanere quasi sconcertati da quello che loro emettono e cominciare anche noi a farneticare mentalmente con pensieri astratti, ostrusi e utopici, dove in un universo parallelo , ad esempio, sicuramente noi al posto di quella conversazione inutile e a senso unico, il loro, staremo facendo addominali.

Cerco di far arrivare meglio il concetto urticante che nasce in me quando penso a cio’, immaginate di avere un problema, di qualunque natura esso sia, senza distinzioni, questi personaggi ascolteranno del vostro racconto ad occhio e croce le prime tre parole, perchè poi apriranno le danze alla loro esposizione riguardante naturalmente, una privata esperienza, che giustamente è sempre meglio della nostra, molto piu’ traumatica e grave, quindi noi, TEORICAMENTE, dovremmo essere piu’ sollevati perchè qualcuno, IPOTETICAMENTE ha subito o vissuto un idendica o quanto meno simile situazione. Noi sciocchi umani e senza spina dorsale ci lamentiamo quando al mondo esiste qualcuno che l’ha vista peggio, come chi sta davanti al nostro viso, senza poi pensare che se tu cerchi di riprendere a parlare o proferire parola sulla tua situazione aggiungendo un particolare, rilente quanto la punta di uno spillo, anche lui o lei lo ha vissuto, senza tregua, ma mille volte peggio.

Poverini, quanta pena, quanta compassione quando qualcuno è cosi sfortunato per averle vissute tutte, ma proprio tutte e nel peggiore dei modi poi, che brutte persone che siamo nel voler continuare a dire la nostra, o cercare di ricevere una parola di conforto per allegerire il nostro stato d’animo, quando noi dovremo cercare di essere piu’ empatici con loro per lenire queste cicatrici, tagli sul cuore…naturalemente sono infinitamente ironica in tutto cio’, per chi non l’avesse ancora capito.

Io mi domando, e gli interrogativi sono davvero tanti, ma i piu’ basilari ed elementari escono dalla mia bocca in maniera quasi fisiologica, adesso capisco che ognuno di noi ha un vissuto, vive le proprie esperienze, e vista la vita veloce che ad oggi viviamo, sicuramente le repliche simili di alcuni avvenimenti possono capitare a piu’ individui, ma che nello specifico, a quello di fronte a me, che ha le mie stesse situazioni o problemi o circostanze in tasca, esattamente cos’è???? il mio clone nel mio vissuto??? la pecora Dolly dei giorni miei???? no, perchè io di fronte a cio’ mi rifiuto…

Inoltre capita una cosa anche curiosa, quanto questa gente è nel circuito del loro ragionamento, non puoi interromperli, e se ci riesci le tue parole non hanno futuro, muoiono appena escono dalla tua bocca, sono fiato sprecato, perchè non arrivano alla loro materia griga, perchè in quel momento sono talmente tanto presi da loro stessi, che il sistema cognitivo ingloba solo il suo IO, tutto il resto è noia, per come la cantava Califano, perchè il difetto piu’ grande che li accomuna e li colora, facendoli distingure dagli altri, è che NON SANNO ASCOLTARE. Ma poi sul piu’ bello,quando finalmente realizzi che stai sprecando il tuo tempo e soprattutto non sai come uscirne, e inoltre sei talmente tanto annoiato/a di quella conversazione che le tue ginocchia magicamente cominciano a produrre latte come una mucca svizzera nel pieno della sua giovane produzione, se tu esci fuori binario dagli argomenti sulla quale sono appollaiati nella zona comfort che piu’ gli si addice, improvvisamente tacciono e se esiste silenzio intorno a voi, potresti sentire il suono del vento che sfila felice e senza ostacoli dentro la loro testa, il nulla piu’ assoluto, allora in quello stesso istante realizzi della pochezza di tali persone e non perdi neppure piu’ il tuo tempo prezioso a interagire e ricevere qualcosa da loro, ma soprattutto ti guardi bene dal ripetere simili errori in futuro.

Concludo questo siparietto che credo accomuni molti di noi, perchè nelle nostre svariate ed infinite conoscenze, esiste sicuramente un esemplare del genere, purtroppo ancora non in via di estinzione, anzi, questo tipo di persone vorrei addirittura aiutarle a migliorarsi, vorrei soprattutto aiutarli ad avere quello che gli è mancato da piccoli…le botte per esempio.

p.s. naturalmente sempre peace e love, no alla violenza.

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Pubblicato da idee flambè

Rosso come il peperoncino Calabro.....caldo come il sole del mediterraneo....trasparente come le acque cristalline dello Ionio....."SEI DEL SUD?"......."NOOOOOO IO SONO CALABRESE"

9 pensieri riguardo ““LE MIE PAROLE NELLA TUA TESTA MUOIONO DI SOLITUDINE”

  1. È molto difficile imparare ad ascoltare, è una tentazione comune sfruttare l’occasione di qualcuno che vuole essere ascoltato per sentirci utili e quindi rispondere subito, fornire la nostra soluzione, non tanto perché siamo un certo tipo di persona, ma perché questa società ci educa ad esibirci e, se fornire risposte dà appagamento, ascoltare con pazienza accettando di non avere la soluzione già pronta e confezionata ci mette in imbarazzo e in definitiva procura ansia. A seconda dei caratteri naturalmente questo può farsi più o meno evidente, ma credo che tutti possiamo accorgerci di avere questa tendenza dentro di noi, e tutti dovremmo imparare a contrastarla. Quando qualcuno ti chiede aiuto il centro non sei tu, non devi “essere all’altezza” di chissà che come se fosse iniziato un esame.

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    1. Le tue parole hanno dentro se delle profonde verità, la tendenza è un po comune a tutti di esternare le proprie esperienze all’interno di una conversazione, ma per alcuni è un trampolino di lancio per la sfilata della prima donna😅😅ed è proprio da quel momento che comincia la sordità mentale del nostro interlocutore che ritengo, in linea di massima, in percentuali molto alte, questo nasca dal poco interesse ed interessamento di chi parla o del momento dell’altro, quindi più che ansia ritengo che in molta gente predomini l’egoismo e l’indifferenza di un momento altrui…😊😊😊grazie mille per avermi letto

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