“La scuola ai tempi miei…”

Photo by Luis Quintero on Pexels.com

Da qualche tempo, quasi un mese, la scuola ha nuovamente aperto le porte a tutti gli studenti, e fin qui nulla di eclatante direte voi, nessuna notizia da riportare chissà in quale notiziario importante, in quanto si tratta di una routine di cui tutti noi siamo passati, chi con piu’ entusiasmo chi con meno. La mia attenzione negli ultimi anni è stata catturata da alcuni scenari, non parlo della moderna forma di scolarizzazione nata con il covid, l’ormai rinomata dad, ma della modalità in cui si è modificato l’atteggiamento genitoriale di fronte alla cultura scolastica e alla frequentazione del proprio figlio o figlia all’interno di quell’edificio.

Cerco di essere molto piu’chiara e diretta nei miei intenti di pensiero, in modo che possiate capire meglio cio’ che voglio far arrivare a voi, e allo stesso tempo capire se nelle vostre menti vedete e percepite questo cambio, che non posso definire generazionale, perchè molti cambiamenti l’hanno avuto anche i genitori, che piu’ o meno sono miei coetani.

Parto dal presupposto che non sono genitore, sottotitolo importante per l’argomento in questione, ma sono zia di 4 nipoti di diversa fascia d’età, la piu’ grande ormai è all’università, quindi è capitato anche a me molto spesso, di doverli portare a scuola, aiutare nei compiti a casa, ascoltare cio’ che riportavano da quelle quattro mura dopo ore di scuola, assistere ai preparativi pre scuola a inizi settembre, ma soprattutto ho una dote che so usare tantissimo, un grande spirito di osservazione.

Quando andavo io a scuola (voglio partire dai miei ricordi e dalle mie dirette esperienze, che credo accomunino molti di noi degli anni 60-70-80, per meglio creare luce su un paragone con i giorni d’oggi, in cui la scuola come sistema in se non è cambiato, ma tutto il suo corredo si), il periodo di inizi settembre era particolare, come abitante di un paese dell’estremo sud Italia la scuola cominciava molto tardi, circa nella penultima decade di settembre, il caldo giu’ si fà sentire fino a novembre circa e le aule non avevano sistemi di refrigeramento, insomma se avevi caldo non esisteva un climatizzatore che ti stemperasse la sauna in classe al massimo si poteva aprire la finestra, per la gioia di chi aveva il banco proprio a ridosso di essa, che allo stesso tempo soffriva il freddo d’inverno per gli spiragli che ci passavan sotto, attenzione io non frequentavo una scuola fatiscente, anzi la struttura era molto nuova, ma spesso vicino le finestre l’ermeticità delle stesse non era totalmente garantita, ma voglio rassicurare i miei lettori che nessun studente, nonostante quanto sopra descritto, è mai morto o stato maltrattato da simili condizioni, anzi siamo tutti cresciuti sempre giovani e forti.

La cartolibreria diventava l’incontro tra genitori e figli, alcuni compagni di scuola, di ogni ordine e grado, tu entravi in quel mondo dove l’odore di cancelleria, che io personalmente amo, ti investiva, ti abbracciava e ti lasciavi toccare quasi in un valzer di emozioni e i tuoi occhi non sapevano cosa guardare per primo, perchè in quella stanza, in quel negozio non esisteva oggetto che tu non volevi avere per portarlo a scuola, anche se alzavi lo sguardo verso i soffitto ci stavano appesi tutti i tipi di zaino, con quel gancio di acciaio a forma di s, simile a quello che è in uso nelle macellerie per appendere la carne di bestiame scuoiata, in questo caso era una macelleria di cancelleria dei desideri.

Tu non sceglievi lo zaino per il tipo di marca ben in mostra da sfoggiare a scuola, era lui che con i suoi colori e fantasie ti incantava come le sirene per Ulisse, facevi poca attenzione che fosse dell’invicta o della Seven, marche ben in voga negli anni 80, 90, era e si riduceva semplicemente ad una scelta personale, sempre che…perchè un punto a volte dolente esiste sempre, tua madre ti guardava in cagnesco perchè si era accorta del trans da massima esaltazione scolastica in cui eri caduta, e ti facesse tornare nella realtà con un.. ” E’ INUTILE CHE LA GUARDI, NON MI FARE GRIDARE DAVANTI A TUTTI, HAI LO ZAINO DI TUA SORELLA CHE E’ ANCORA NUOVO, GIA’ CON TUTTI QUESTI LIBRI MI COSTI UN RENE, NON MI FARE FARE CATTIVE FIGURE CHE QUANDO ARRIVIAMO A CASA TI DISTRUGGO…!!!!” e tu, nonostate la minaccia sottile fatta a mezza bocca, anche con tanto di sorriso, continuavi a capire, volere e chiedere tutto cio’ che vedevi, praticamente ti mancava tutto il necessario per la scuola, quando invece, ahimè, essendo la piu’ piccola dei fratelli, io ereditavo tutto il loro materiale scolastico, senza un ma , un se o un perchè, e senza possibilità di rinuncia all’eredità, avere un fratello piu’ grande di otto anni e una sorella di sei comporta cio’, quindi voi figli unici non vi lamentate vi prego avete sempre tutto di primo pelo.

Ma la tenacia nel trovare cio’ che ti mancava non la perdevo mai, dovevo necessariamente avere qualcosa di nuovo da portare a scuola di cui non potevo fare a meno, e come dimenticare il classico pennone grosso con piu’ colori d’inchiostro, a volte profumate di big babol, che ognuno di noi nella vita ha cercato sempre di far partire tutti i colori in una sola volta e disegnare l’arcobaleno o cose simili, quella era la felicità, una penna dai mille colori o stronzate simili, varie ed eventuali, a cui il maresciallo mamma, nonostante cosi rigido ed inflessibile, come un militare dalla camicia nera, ti concedeva come incetivo per farti iniziare bene l’anno scolastico.

Questi particolari non sono neppure la punta dell’iceberg , esistono milioni di argomenti che potrei mettere a paragone con tutto il mondo dello studente moderno, perchè i cari ragazzi di oggi, se si osservano bene sono tutti un copia e incolla tra di loro, zaini tutti uguali o simili, vestiti scarpe e modello di capelli, borsello per le penne tutto standard, giusto per non sforare dal tipo di specie di apparteneza, perchè se in classe non ti uniformi allo standar sei uno sfigato e bullizzato, devi essere di stile e di tendenza per farti rispettare, un tempo questo non esisteva, potevi al massimo invidiare qualcuno se era riuscito a passare in bottega e portare a scuola una pagnotta di pane con la mortadella profumata, quella era invidia non una maglietta.

Potrei davvero dilungarmi in particolari, ma non voglio tediarvi troppo, se non ancora un attimo giusto per sottolineare come in questa scia di follia modaiola di stile e di tendenza, l’abbiano seguita anche i genitori di questa nuova generazione, cioè credo si siano modernizzati cambiando, per non essere da meno alla loro progenie, perchè anni fà i genitori non erano cosi,per facilità di pensiero, per chi abitava un po’ distante da scuola aveva due altenative, o i mezzi pubblici, oppure venivano accompagnati dal genitore che andava a lavoro, quindi eri tu, figlio, che ti adeguavi agli orari di mamma e papà, ti scarrozzavano fuori dalla scuola anche molto prima dell’orario di entrata, e quindi attendevi li come un salame che arrivassero gli altri tuoi compagni per entrare, al freddo e al gelo in attesa dei re magi, oppure per chi come me, le distanze erano di qualche km, la mattina usavi il tuo mezzo di trasporto personale e unico,che non erano quelle piccole mini car di adesso, anni fà non esistevano neppure al massimo avevi il motorino,ma non nel mio caso che semplicemente possedevo tacchi e suola, e andavi verso scuola, con qualsiasi condizione meteo, pioggia, vento, neve,freddo, e arrivavi con piedi zuppi e pantaloni a volte anche loro, bagnati se pioveva, ma non ti lamentavi. Oggi invece, cari miei, i ragazzi devono essere portati fin dentro al portone della scuola in macchina, sei hai un suv è meglio papino cosi faccio bella figura, non posso bagnarmi le scarpe di gucci che ho comprato con il tuo intero stipendio, e mi raccomando mamma vestiti bene come se dovessi fare una sfilata in piazza di spagna, altrimenti che figura ci faccio con le mamme delle mie amiche, metti il profumo chanel n. 5 cosi appena passiamo lasciamo la scia del nostro arrivo, e giustamente i genitori si adeguano all’entrata di scuola come all’uscita dei loro figli,li trovi fermi li, nei dintorni, fuori dalle loro macchine già mezz’ora prima del suono di quella campanella a chiaccherare tra di loro, con finti sorrisi e pugnalate alle spalle come se non ci fosse un domani, tanto a casa ci sta qualcuno che sta cucinando qualcosa di caldo e qualora cosi non fosse, passiamo a compare qualcosa di già pronto.

Invece quando uscivo io da scuola, semplicemente mi salutavo con i miei compagni e ci davamo appuntamento a domani anche dieci minuti prima dell’orario di entrata, cosi che ne so ti riuscivi a scambiare qualche figurina, o guardavi il ragazzo che ti piaceva della classe accanto, e mentre mi avviavo a casa pensavo a cosa di buono mi avesse preparato mamma, contenta di far vedere il buon voto preso in una verifica oppure a raccontare cosa avessi fatto in quelle ore, e mai rispondere alla sua domanda…cosa hai fatto oggi????…con un…..NIENTE, come fanno oggi,perchè io avevo tanto da raccontare ero una chiaccherona anche a quei tempi, e anche se l’entusiasmo mi passava daventi ad un triste minestrone, cibo da me odiato, sapevo che la mia merenda sarebbe stata differente, perchè mi aspettava una torta o un doce fatto in casa sempre da mamma.

Insomma miei cari lettori, una frase retorica racconta…” si stava meglio quando si stava peggio!”, diciamo che l’epoca della mia adolescenza non si stava peggio, si stava BENE, mentre adesso che abbiamo tutto con molta semplicità non apprezziamo piu’ nulla e questo stato di modernità che vestiamo ogni giorno sempre di piu’ ci ha spersonalizzati.

Photo by cottonbro on Pexels.com

Pubblicato da idee flambè

Rosso come il peperoncino Calabro.....caldo come il sole del mediterraneo....trasparente come le acque cristalline dello Ionio....."SEI DEL SUD?"......."NOOOOOO IO SONO CALABRESE"

20 pensieri riguardo ““La scuola ai tempi miei…”

  1. Condivido pienamente tutto da te descritto considerando che anch’io non sono genitore, ma sono stata alunna e poi studente, ed ho vissuto il periodo della scuola e dello studio non più e né meno di come l’hai vissuto tu, direi che mi ci rispecchio alla perfezione!!! E condivido altresí appieno la chiusura del tuo articolo. Buon proseguimento di giornata.

    "Mi piace"

    1. sono ben felice che mi hai letto e anche tu come me hai vissuto la scuola, nella maniera piu’ bella e genuina di un tempo, senza tanti fronzoli, inoltre sono sempre ben lieta di sentirti. Ti auguro una felice serata, un abbraccio a presto

      Piace a 1 persona

  2. Ho fatto le scuole a cavallo degli anni ‘90 e 2000, ma quello che ora leggo descritto come cosa generalizzata, vent’anni fa era solo agli albori. Anche allora si iniziavano ad intravedere quelle figure genitorial-amicali descritte, che io definirei tuttavia “radical-shock” (senza voler offendere nessuno, sia chiaro: il mondo è bello perchè vario). ^_^

    Piace a 1 persona

  3. Non posso che concordare… Proprio stamattina ho dovuto destreggiarmi con un bellissimo SUV piazzato proprio alla fermata del bus, con tanto di quattro frecce, che praticamente trasformava la strada in un senso alternato. Pioveva, non sia mai che il povero pargolo debba fare la fatica di tenere un ombrello aperto per più di un minuto, meglio aspettare l’arrivo dello “spostapoveri” e farlo scendere pochi secondi prima, se no si ammala…
    Noi, invece, anche quando nevicava che sembrava di essere in un romanzo di Jack London avevamo la benedizione dei genitori e un: “Fai due passi all’aria aperta, che è tutta salute”.
    Ma come i pazzi…

    Piace a 1 persona

    1. 🤣🤣🤣effettivamente come ho scritto anch’io eravamo tutti giovani e forti nonostante tutto e siamo soprattutto cresciuti bene, con tanti valori in più e poche idee strampalate in testa….tanto nessuno li avrebbe mai assecondate😅😅😅😅felice che mi hai letto grazie mille😊😊😊😊

      "Mi piace"

  4. Buon giorno, io per raggiungere la scuola avevo circa 1 km di strada da fare a piedi gli scuolabus non esistevano o erano solo per i “signori” quelli con i soldi e quel chilometro lo facevo tutti i giorni con qualsiasi evento atmosferico si presentasse quel giorno, andata e ritorno, raramente mio papà mi portava a scuola lui lavorava con orari diversi di quelli della scuola l’automobile in famiglia era una sola… sono cambiati i tempi…

    Piace a 1 persona

    1. Purtroppo sono cambiati si i tempi e in alcune sfaccettature, aggiungerei, anche in peggio…ma per fortuna esistono ancora,chi come noi, reduci di periodi felici, che cerchiamo di tenere alta l’asticella di quei principi e tradizioni che secondo me saranno per sempre un evergreen 😊😊😊grazie ancora per avermi letto😊

      Piace a 1 persona

  5. Articolo interessante… mi ci rivedo parecchio.

    Se posso permettermi una cosa, vorrei dire che il bullismo c’era, anche ai miei tempi (sono più grande di te): se avevi gli occhiali, se eri grasso, se si sapeva che i tuoi genitori avevano fatto tale o tale cosa (ogni tipo di cosa disapprovata dai genitori dei tuoi compagni di classe), se non avevi le nuove Air Pump ai piedi eri una vittima. Si parlava poco del fenomeno, ma c’era.

    Ti ringrazio per il following e spero che gli articoli di “Inchiostronoir” ti piaceranno! Continua così, che hai un gran bel blog!

    Piace a 1 persona

    1. Sono felice che il mio articolo sia stato di tuo gradimento 😊mi fa piacere sapere, che con le mie parole arrivo ai ricordi messi in un cassetto che tutti noi possediamo, ed è altrettanto interessante scambiare le nostre diverse esperienze su questa piattaforma 😊😊la tua personale esperienza fa capire quanto certi fenomeni li portiamo con noi già da parecchio tempo….solo che adesso sono diventati talmente tanto esasperati che si è perso il controllo.
      Seguo e seguirò con estremo interesse i tuoi articoli davvero molto interessanti a presto e grazie ancora😊😊

      Piace a 1 persona

  6. Le mie scuole anni 70 e 80 elementari, medie e superiori.
    Oggi rifarei le stesse cose di quegli anni, tornerei studente ma non per nostalgia ma soltanto per lanciare un messaggio: la scuola negli anni 2000 non sarà tanto diversa da questa. Anzi forse assumerà una forma peggiore e mancheranno i fondi, il denaro. Studieremo da casa con il computer. La scuola non sarà uguale ne diversa. La scuola sarà la scuola del futuro ma ritroveremo gli stessi banchi e la stessa lavagna di oggi.

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Social Media Fest

SMFest | Social Media Fest 2021

Parlare di libri di Vanessa Ravalli

consigli di lettura per chi cerca emozioni

Dreams from a Pilgrimage

Now we see through a glass, darkly

Stuart Aken

Books, writing, reading, words and images. I love them; do you?

Ruth E. Hendricks Photography

Pittsburgh Photography

KDD & Co

Award-winning Scottish publishing and design

COMM2400 - Social Media Tools and Strategies

The Blog Home of COMM2400 - Social Media Tools and Strategies at Salt Lake Community College

Social Media HQ

Latest news, best practices, & emerging trends in social media

My Camera & I

This blog is my creative outlet where I can share my photos, my travels, my random thoughts and a bit of myself.

Getting the Picture

A pictorial record of life as I see it.

Allison Marie Conway

I write about Desire. Sex. Longing. Pain. Darkness. All of it.

snapshotsincursive

Interesting stories about everyday moments.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: