“DUMBO…MAN!!”

Photo by Anna Shvets on Pexels.com

Solitamente i compleanni sono momenti molto felici e ben organizzati della nostra vita, aspettiamo con ansia per 364 giorni, l’arrivo di quella data, in cui finalmente abbiamo messo piede in questa vita, piu’ che piede, abbiamo preso una boccata d’ossigeno alla vita, già da giorni prima, per non dire settimane, ammettetelo voi ipocondriaci della perfezione, cominciamo a riflettere sul come festeggiare, dove, con chi, ma sopratutto fantastichiamo su quali regali eventualmente ci verranno donati, o che desideriamo piu’ di tutto ricevere, bugiardo è chi ammette il contrario.

Niente di piu’ bello direte voi, confermo e sottoscrivo, io sono la classica tipa che ama festeggiare e qualunque occasione per me è quella giusta, e da buona calabra, anche l’onomastico lo è non solo il compleanno, cosi come anche milioni di altre circostanze, vinci un concorso??? si festeggia, compri casa??? si festeggia, cambi vita??? si festeggia, compri un cane??? si festeggia. Insomma ho imparato che nella vita bisogna sempre creare il motivo per festeggiare, e se ci guardiamo intorno ne possiamo pescare a bizzeffe.

In passato pero’ la festa per eccellenza, per antonomasia, era il compleanno, soprattutto nel periodo ad esempio delle elementari, dove ogni settimana ci stava qualcuno che compiva gli anni, le classi ai miei tempi erano molte numerose, e per i piu’ cattivi, giuro che non sono Matusalemme, quindi si accendeva la miccia delle organizzazioni genitoriali riguardanti il regalo da comprare, trasferimenti di gruppi di ragazzini, che i genitori o parte di essi, prendevano la briga a turno, di scarrozzarli a destra e manca nelle case dei vari festeggiati, alla fine a noi ” semplici invitati” a queste incombenze non facevamo caso, che ci accompagna la mamma di Pasquale o il papa’ di Gisella era poi lo stesso, noi eravamo semplicemente elettrizzati per la festa che ci aspettava, non facevamo caso a tutto il da fare organizzativo dietro, ecco il bello di quell’età, vivere senza guardare al problema, perchè quando poi si diventa adulti, tutto è un problema, anche l’assetto organizzativo di un anniversario di compleanno. Ma l’euforia dei festeggiamenti, indipendentemente che eri protagonista o meno, non si limitava solo ad andare a festeggiare il tuo compagno/a di classe, nel caso mio anche per tutto quel cibo “poco sano” su quei tavoli lunghi ed infiniti a buffet, patatine, pop corn, panini al salame, al prosciutto, tramezzini, crispelline, panzerotti, pizzettine, dolci in quantità da fabbrica Perugina, premetto questi sono i compleanni al sud Italia nella mia amata Calabria, perchè in quelle occasioni praticamente era come se tu fossi stato autorizzato a mangiare schifezze senza sentire le urla di tua madre che ti riprendevano o commentavano la tua alimentazione poco raccomandabile.

Cominciavamo a cantare, scherzare e fare baldoria dall’esatto momento in cui, varcavi lo sportello dell’auto che era venuta a raccattarti e dentro ci trovavi già qualcuno che dal finestrino ti guardava con un sorriso sornione, e una volta dentro…pizzicotti, solletico, tiravi i capelli, e la cosa fantastica era che non ti arrabbiavi per tutto questo, ma ci ridevi sopra, anzi anche tu porgevi l’altra guancia, perchè volevi solo divertirti, a quell’età non pensi all’acconciatura o al vestito, non parlo di trucco perchè non esisteva nemmeno lontanamente avere un lucido sulle labbra a quell’età, pensa poi eventualmente a truccarti, qualcosa di davvero impensabile. In quelle auto poi…eravamo ammassati che neppure i topi nelle stive della navi dei barabari, praticamente le cinture di sicurezza erano dettagli di accessori dell’auto, optional, in quelle cirostanze si moriva da eroi…festeggiando e con tanto di regali, ironizzo naturalmente, questo per i piu’ sensibili.

Ma il momento clou era l’arrivo dal festeggiato/a, il quale in quell’esatto momento in cui realizzava che i veri festaioli erano arrivati, perchè bisogna dire che da quell’età si profila il carattere, diverso naturalmente ognuno ha il suo, ma quello allegro ed euforico da festa che il nostro dna ci spara fuori quando si è dentro l’occasione giusta, si evidenzia subito nei loro possessori, è inevitabile… perchè ad ogni festa vedi sempre quello che ottimizza un profilo basso e defilato, ai margini della stanza, quello piu’ audace che cerca di muovere lo spirito della serata, e poi al centro della baldoria le solite facce dei casinisti da stadio, terroristi di felicità delle feste, quelli che praticamente ti animano la serata, indispensabili per la buona riuscita di una festa, è inutile dire che io facevo parte dell’ultima categoria, oltre a quella dell’apprezzamento catering, che poi penso, qualcuno doveva pur stimare, approvare, considerare le fatiche culinarie delle mamme dei miei compagni, si chiama educazione e un fervido appetito “da crescita” a quel tempo, che si è tramutato ad oggi in “appetito da mantenimento”.

Ma oltre a questo aspetto, il momento in cui proprio questo gruppo casinista arriva alla festa è la situazione, credo piu’ odiata da tutti, la piu’ antipatica che poteva realizzarsi, il terrore di tutti i festeggiati, mi riferisco a quando, in gruppo tutti si avvicinavano a te, esattamente alle tue povere orecchie, e all’unisono cominciavano a tirarle, nella quantità numerica della tua età anagrafica, per fortuna all’inizio erano solo numeri ad una cifra, quado si diventa adulti questa pratica va un po’ in disuso, per fortuna aggiungerei, altrimenti viva i chirghi da chirurgia plastica, perchè molto probabilmente si sarebbero specializzati tutti sulle orecchie, e devo dire il vero avrei firmato per far passare come reato simili pratiche da festeggiamento, miei cari invitati sappiate che non è simpatico ma piuttosto traumatico… perchè le tue orecchie in quell’istante cominciano a fare dei rumori non propio seducenti, quasi innaturali, poi a volte la cartilagine viene anche piegata indietro che veramente il film dell’esorcista scansate proprio, quello è un compleanno non un ricovero per gravi traumi in ospedale, e non ci si rende conto che è proprio cosi, tu potresti tranquillamente cambiare nome e consiglierei anche foto nel documento d’identità, perchè le tue, ormai, orecchie a parafango ti hanno cambiato i connotati, non sei piu’ lo stesso, non sei piu’ tu, e io aggiungerei anche un bel cambio nome in DUMBOMAN si addice di piu’ alla circostanza.

Io non so chi abbia mai inventato questa pratica vichinga, anzi in confronto loro erano delle principesse, ma sappiate che non ci sta nulla da ridere, per me quel momento del mio compleanno è stato sempre traumatico, mi tenevo le orecchie per giorni per farle tornale al loro naturale comfort alla testa, e non oso immaginare chi già le aveva per natura a sventola, vedo che ancora pagano le sedute dallo psicologo, ma non abbattetevi io sono con voi,vi sostengo e vi capisco, bisogna creare tipo quelle associazione di Dumboman anonimi, soprattutto contro la cetegoria dei geni del male, quelle associazioni che molto probabilmente sin da piccoli erano pro chirurgia estetica, ma veramente, fartela prenotare il giorno del tuo compleanno mi sembra poco delicato…daiiii.

Photo by Darcy Lawrey on Pexels.com

Pubblicato da idee flambè

Rosso come il peperoncino Calabro.....caldo come il sole del mediterraneo....trasparente come le acque cristalline dello Ionio....."SEI DEL SUD?"......."NOOOOOO IO SONO CALABRESE"

23 pensieri riguardo ““DUMBO…MAN!!”

      1. questo modo di festeggiamento in effetti è molto sui generis, potrebbe causare danni. Festeggiare i compleanni finchè si ha 12 anni va bene. Continuare a festeggiarli in pompa magna, quando si è alunni, lo trovo un po’ patetico. In Spagna (terra di mia moglie) è molto diffusa questa pratica anche tra gli adulti. Se hai dei figli, devi sommare i compleanni loro a quelli della tua cerchia di amicizia, con regalo connesso. Capita quasi che ogni fine settimana, quando non lavori devi partecipare o essere impegnato con qualche festa. Sinceramente ci sono cose piu’ interessanti da fare che perdere diverse ore del weekend e di quasi ogni we che fare feste di compleanno. So di essere in perfetta e assoluta minoranza. Spero di non risultare troppo antipatico con questo mio commento.

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      2. Non sei assolutamente antipatico, anzi la sincerità è un arte che molti dovrebbero imparare ad usare e applicare, e lo apprezzo tantissimo, se proprio devo dire la mia, anch’io al.posto tuo con compleanni sempre dietro la porta dopo una certa credo che mi darei latitante senza lasciare traccia 🤣🤣🤣 diventa quasi una sorta di lavoro😅😅😅 che fatica……gli anniversari, in generale, compleanni annessi, dobbiamo ricordare al mondo intero che vanno utilizzati con parsimonia altrimenti il troppo…storpia!!!!😊😊😊😊😊non oso cmq immaginare allora quanti dumboman in giro per la Spagna 🤣🤣🤣scherzo naturalmente la mia è pura ironia

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