“Enigma: aveva la rotella e ci potevi mettere pure il lucchetto.” parte 1

Photo by Bruno Cantuu00e1ria on Pexels.com

La soluzione è a portata di “driiiiin!”. Quanti ricordi in quel telefono fisso, ogni casa ne aveva uno, molti ad oggi lo hanno conservato come segno di un passato glorioso, soprattutto per i nostri genitori, dove loro dimostravano di avere il potere, il diritto, di decidere chi includere o escludere, dei componenti della famiglia, all’utilizzo di simile strumento. Almeno questo è cio’ che noi figli ricordiamo, per il semplice motivo che esisteva un dispositivo di sicurezza, che neppure il piu’ grande terrorista riusciva a boigottare se non avesse avuto quella maledetta chiave, il LUCCHETTO. Ebbene si, quello era, nell’albero genealogico, il papà biologico dell’attuale Pin, il bisnonno dell’impronta digitale e il trisnonno del riconoscimento facciale, comunque in tutti questi casi di parentela o presunta tale, se non avessi avuto il cuore dello sblocco del telefono il suo utilizzo, la sua presenza in casa, era nulla, inutile, insignificante, almeno per chi, come me, non aveva il perno, il cardine per aprire quella serratura.

Ragazzi della generazione 2000, tranquilli non mi sono ubriacata nel dire e raccontare cio’, il caro lucchetto che voi utilizzate ad esempio per bloccare le ruote del vostro scooter o per non farvi fregare la bici, negli anni 70/80 era un mezzo, per i nostri genitori, per non far arrivare delle bollette da parte delle compagnie telefoniche, in Italia era la Sip, attuale Telecom, troppo alte, care, bollenti, e quindi non dover vendere un rene al mercato nero degli organi per pagarle, scherzo naturalmente, la mia ironia spicciola è per rendere l’idea dei costi che 50 anni fà esistevano nel campo della telefonia, completamente diversi da quelli attuali, in abbonamento, molto piu’ convenienti, ma allora, ancora ad uno stadio primitivo, i costi di una conversazione andavano al minuto, era quasi un lusso avere e mantenere un telefono fisso, quindi giustamente i nostri genitori si preservavano dal prendere un infarto ogni volta che il postino bussava alla porta per consegnare la posta, ci tenevano alla loro salute devo ammettere.

Quello che avevo io era grigio chiaro, con il fondo dei numeri bianchi e quella rotella trasparente, vicino la cornetta telefonica ci stava il numero di telefono assegnato, lo imparavi subito a memoria, era la prima cosa, perchè per qualunque problema quello era il numero di riferimento lo comunicavi a scuola, lo segnavi nel tuo diario,al tuo fidanzatino,lo davi alle tue amiche qualora volessero rintracciarti o parlare con te, ancora ad oggi lo ricordo quel numero inseme al suo prefisso di zona.

Ma il bello era che non lo potevi utilizzare a tuo piacimento, non eri libera di fare come oggi le tue chiamate in piena privacy, in quanto erano tutti li ad ascoltarti e cronometrarti per evitarre che tu ti dilungassi in stupidaggini, e naturalmente prima di farlo dovevi avere il permesso, le tue motivazioni dovevano passare da una commissione genitoriale, soprattutto la mamma, che li riteneva idonee, mica pizza e fichi, insomma una commisiione d’inchiesta che poteva collaborare con quella dei mitici Falcone e Borsellino, altro che telefono sottocontrollo, ai tempi non era necessario ,era tutto messo sotto il radar.

Ma non esiste regola che non potesse essere aggirata da me, quindi visto che i nostri genitori, attraverso un lucchetto dimostravano quanto si fidassero di noi, e facevano bene aggiungerei, con le mie amiche abbiamo attuato un meccanismo diabolico, che per un breve periodo duro’ e diede i suoi risultati, allora questo malefico programma prevedeva che a giro una di noi chiamava l’altra, quando voleva parlare, dall’altro lato si rispondeva, ma poi si chiudeva subito, facendo finta di parlare ancora, e visto che si aveva gia’ la cornetta in mano, bastava semplicemente ricomporre il numero dell’amica e pagavi tu, e cosi’ a giro, con questa modalità il genitore di turno non ti chiedeva di chiudere perchè non era la figlia che aveva avviato la chiamata, almeno in apparenza. Posso ammettere che potevamo mettere su con le mie amiche una gang, visto le idee criminali, non ci abbiamo mai pensato. in tutto questo raggiro pero’ esiste un abilità che dovevi detenere per non essere beccata, dovevi essere veloce nel comporre i numeri e sopratutto non essere vista e sentita, ricordate il rumore della rotella quando tornava indietro dopo aver selezionato il numero??? ecco il motivo per cui tu, anche quando l’altra aveva riattaccato, dovevi continuare a parlare, per sovrastrare la rotella che ti era nemica. Ma soprattutto ad oggi mi chiedo…in caso di emergenza, di velocità, di fretta, qualcuno ha rischiato di morire ,visto che mentre chiamavi un ambulanza, ad esempio, eri li in attesa che la rotella si facesse gli affari suoi nel tornare in posizione ed essere nuovamente selezionata, ed inoltre, sempre nel caso di necessità, se non si trovava la chiave del lucchetto che c… di faceva????

Interrogativi che si sono fossilizzati con il passato, visto quanto la tecnologia sia progredita, e per fortuna aggiungerei, perchè il mio programma di truffa telefonica duro il tempo del bimestre di una bolletta, è stato un amore passeggero, visto che un giorno quando sono tornata a casa ho visto mia madre vicino al filo del telefono che veniva fuori dal muro e aveva in mano una forbice, tranquilli non voleva uccidere me, ha messo fine alla mia relazione con il telefono, non gli piaceva questo legame e ha deciso lei per me di troncarlo, cose che accadono, ci rimani male, soffri, piangi ma poi chiusa una porta si apre un portone ahahahah come in ogni piu’ grande amore.

Avrei altri ulteriori annedoti in coda a quest’argomento per questo l’ho dividero’ in due articoli, ma nel frattempo, raccolgo attraverso voi le vostre testimonianze, di questa vostra relazione TELEFONICA con la rotella.

Photo by Suzy Hazelwood on Pexels.com

.

Pubblicato da idee flambè

Rosso come il peperoncino Calabro.....caldo come il sole del mediterraneo....trasparente come le acque cristalline dello Ionio....."SEI DEL SUD?"......."NOOOOOO IO SONO CALABRESE"

36 pensieri riguardo ““Enigma: aveva la rotella e ci potevi mettere pure il lucchetto.” parte 1

  1. Nei lontani anni che furono si toglieva la ruota con tutto il lucchetto svitando con due dita il dado esterno ottagonale, poi con santa pazienza, ruotando pian piano il perno che sosteneva la ruota si formava il numero voluto, dopo un paio di tentativi a vuoto ci si riusciva.

    Grazie per averni fatto ricordare quei begli anni, per me, spensierati. 😀

    "Mi piace"

    1. Questa notte mi sono svegliata che era come se potessi scrivere un libro intero in un ora. Si trattava solo di essere abbastanza veloce da poter dettare 300 pagine in un ora e oltretutto di trovare qualcuno che fosse disposto a scrivere… Ora non riesco nemmeno a pubblicare un articolo sul mio blog…
      Tu che hai delle idee flambé potresti aiutarmi? Sono seria!
      Le ho provate tutte, ho toccato ogni singolo puntino, ogni singola parola. Ma niente. Le mie stesse parole già scritte mi guardano e basta. Boh!
      Abbi una serena giornata

      Piace a 1 persona

      1. Sarei felice di poterti aiutare, lo faccio anche di mestiere essere un coach per il cosiddetto “stress dello scrittore “, e ti ringrazio per aver visto in me un aiuto mi lusinga davvero tantissimo scrivimi dell’email cosi potremo parlare😊😊😊

        Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

PortoVirando

Notizie e curiosità dal cuore del Delta del Po

UltraBeauty's blog

La bellezza e oltre

The Festival's Backpack - Festivals Lovers

[fè-sti-val, o festivàl] n.m. invar. def.: ogni posto dove puoi sognare

AE_MARMORA_BROTHERS

“..pensieri, parole, viaggi e stati d’animo.. tutto quello che i vostri occhi non possono vedere dei Marmora Brothers “

Beauty Art Boutique

Centro estetico e vendita di prodotti per la bellezza ed il benessere

Il MONDO DI MARIA

LIBRI-CIBO-COSMETICI-ACCESSORI-ABBIGLIAMENTO E TANT'ALTRO! .

INSIDE OUT: la psicologia delle emozioni

il blog di barbara quartiani

Terraferma

Punto di approdo

OVERTHINKING

L'imparanoiabile paranoia

BRICIOLE DI TUTTO...UN PO'.

Per stare insieme...e divertirsi...e imparare sempre cose nuove.

Petra Fantozzi

CRESCITA PERSONALE & FOTOGRAFIA EMOZIONALE

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: