“Ce l’ho..ce l’ho…MI MANCA!”

Photo by Christiano Sinisterra on Pexels.com

Mio caro giovane degli anni 2000 scansate proprio. Non è una questione di discriminazione anagrafica, assolutamente, non mi permetterei mai, semplicemente gli adolescenti o pseudo tali, l’argomento che qui di seguito verrà trattato, ahimè, loro non sanno neppure di cosa si tratta, da dove partire per poter emettere almeno una sillaba, e visto che è regola d’oro, che quando nn si conosce l’argomento bisogna stare zitti in silenzio, ecco applicatela, prima di sentenziare frasi a dir poco blasfeme che andrebbero a lesionare la sacralità di questi magnifici ricordi, che personalmente, mi mancano tanto e mi metteno nostalgia.

Sono certa che molti di questi “reperti” che andro’ a sbloccare in voi, come se conoscessi il pin segreto della vostra cassaforte della memoria, un archivio dal file molto grande da scaricare tutto in un colpo solo, quindi lo faremo a piu’ riprese, farà suscitare in voi sensazioni che si trasformeranno, man mano che leggerete quest’articolo, nella smorfia piu’ bella…….un sorriso! Almeno cresce in noi lo spirito e la voglia di accarezzare nuovamente simili emozioni, poi il veder crescere qualcosa, come le sensazioni che provocano, fa’ diventatre il tutto ancora piu’ entusiasmante, un po’ come quando si faceva la raccolta delle figurine….

Aaaaaaaaa che meraviglioso momento, ho un fermoimmagine sui miei album che neppure immaginate, ho fatto divieto a mia madre di buttarli via, sono una reliquia sacra, da tenere li a casa e incorniciare all’occorenza. Naturalmente io da brava femminuccia, penserete voi, ho cominciato a fare richieste tipo quello di Barbie, beh devo deludervi non mi piaceva piu’ di tanto, quindi ho cominciato questa magica avventura delle figurine con le storie tragedia della Disney, come la Bella e la Bestia, Aladin, per poi evolvermi in qualcosa di piu’ moderno ed efficace nello sviluppo della mia personalità, quindi sono freneticamente passata all’album di Beverly Hills 90210, e gli Sgorbions, mica pizza e fichi,si avete capito bene, proprio loro, il mio essere camionista d’oro degli anni 90 veniva fuori in rapida espansione, d’altronde cresecere con un fratello maggiore portava a questo, a dire il vero avevo anche una sorella piu’ grande di me, ma i cattivi esempi sono i migliori da seguire quando si è piccoli.

Naturalmente una raccolta di figurine è un lavoro certosino e con una ricca predominanza di cu….. fortuna, perchè devi sempre sperare che in quella biustina piccola, che ti costava quanto una paghetta dei tempi, venivano fuori solo 5 o 6 figurine, e tu li a sperare e incrociare le dita che non fosse nulla di ripetuto, nulla che già avevi, perchè sarebbe stata una delusione, peggio di quella amorosa del fidanzatino che non ti regalava l’anello di plastica di Barbie, era difficile piazzare una figurina doppia e averne qualcuna di quasi introvabile, perchè, questo era già il business dei tempi, molte figurine erano introvabili, non venivano fuori mai, lo facevano di proprosito chi fabbricava tali diavolerie, in modo tale che eri sempre li a comprare nuovi pacchetti, andando ad innescare un circolo vizioso in te, quindi anche se in tutto l’album te ne mancava solo una tu eri la fortuna, la ricchezza, lo stipendio dei giornalai.

Senza perdere di vista, un’altro particolare entusiasmante, l’edicola diventava per te, essenziale, come il pomodoro sulla pasta, quando ti trovavi di fronte quella confezione di cartone rettangolare, contenente tutte le figurine, era come se fossi in paradiso, allora ti concentravi nel cercare con la manina quella che secondo te conteneva le tue figurine mancanti, ecco quindi la qualità certosina insita in noi sin da quando eravamo piccoli, poi persa per strada, ma vabbè dettagli. Ammettetelo, tutti volevavo essere in quel periodo figli di giornalai, per avere a disposizione quel rettangolo di cartone tutto per noi…perchè anche ai tempi, le classi sociali d’infanzia si dividevano in due categorie, quei genitori che ti compravano una bustina di figurine una tantum, poi stava a te in base ai soldini comprarle, cosi capivi il valore dei soldi, della pecunia, di non spendere inutilmente i tuoi risparmi in frivolezze, quindi i dispensatori di principi di vita anche in una cacchio di figurina rivestita in plastica, poi esistevano, e li un invidia profonda e marcata, i genitori che invece compravano album e rettangolo di cartone competo di non so quanti pacchetti al proprio figlioletto, come premio di non so cosa, e quindi tu non potevi far altro che rosicare, perchè di sicuro lui avrebbe finito l’album prima di te, come se fosse quasi una gara a chi finiva prima, a chi completava un album per prenderne una’altro piu’ bello appena uscito in edicola.

Allora io senza abbattermi ho applicato una tecnica, che mi aiutava tantissimo, nel camminare in mezzo a questa gincana di figurine un po’ piu’ velocemente, dei comuni mortali, quindi ogni volta che mi si presentava il duplicato di una figurina, mi mettevo a venderla tra i miei compagni di scuola, se a loro mancava il gioco era fatto, era subito piazzata e venduta, altre volte tra i banchi di classe andava male, allora allargavi il giro a tutta la tua scuola, parliamo delle elementari, fino a quando non trovavi quello giusto a cui mancava. Avevo sempre tantissime ripetute che le tenevo insieme per non perderle con un elastico colorato, anche il mio era business, come chi le fabbricava, semplicemente a basso raggio e molto piu’ economico, ma cosi riuscivo sempre ad avere quella che mi mancava o a comprarmi di nuove.

Che entusiamo che avevo nel fare tutto cio’, conoscevo esattamente il numero che mi mancava in album e quelle ripetute che avevo in tasca, pronta al baratto o allo scambio economico, dovevo fare la commerciante una volta adulta, lo sapevo che ho sbagliato professione, era nel mio dna già da tempi non sospetti. Altro che epoca digitale, quella era l’epoca della contrattazione face to face, ci mettevi la faccia anche con le figurine.

Poi naturalmente, finiva il momento di quell’album, anche ai tempi tutto andava a mode, e quelle che ti erano rimaste, cominciavi ad attaccarle nel diario, nel tuo armadio della stanzetta, nella bici, nel contatore della luce, che ai tempi aveva come un armadietto di legno per coprirlo con uno sportello, o almeno ci ho provato, ma è arrivata prima la mano di mamma che amorevolmente, con una pacca sul sedere mi ha bloccato dal sputtanargli tutta casa con Aladin su un tappeto volante, piccoli particolari, volevo solo dare uno stile piu’ arabesco alla casa, ma evidentemente non sono stata apprezzata, mia madre aveva altri gusti…suppongo, diciamo classici.

Ma cio’ che non dimentichero’ mai e poi mai, è il momento in cui qualcuno davanti a te sfilava centinaia di figurine, e tu dovevi trovare la tua mancante, anche abbastanza velocemente, non eri la sola a cercare figurine, allora attenta come mai nella tua vita, guaradavi quelle immagini e quei numeri e dicevi, ripetevi fino alla nausea….CE LHO..CE L’HO…CE L’HO…MI MANCA! eccola finalmente l’ho trovata.

Era questa la felicità ai tempi, nelle piccole cose,imparavi a gestirla quella felicità, conoscevi il prezzo per averla, imparavi a capire che non tutto è scontato nella vita e che non è detto che tu debba per forza averla,capisci come comincia a muoversi il destino nelle sue probabilità, cominci a sapertela cavare, a trattare con i compagni di classe, perchè in seguito dovrai farlo con la vita….insomma MI MANCA… era aver trovato la possibilità di finire qualcosa che avevi desiderato, come un album, e questo ad oggi CE L’HO….MA MI MANCA.

Photo by Anna Shvets on Pexels.com

Pubblicato da idee flambè

Rosso come il peperoncino Calabro.....caldo come il sole del mediterraneo....trasparente come le acque cristalline dello Ionio....."SEI DEL SUD?"......."NOOOOOO IO SONO CALABRESE"

21 pensieri riguardo ““Ce l’ho..ce l’ho…MI MANCA!”

  1. Un tuffo nella memoria… 😭😭😭
    Ho ancora un paio di albi (incompleti) dei calciatori panini del 94/95 e del 96/97 in una cartelletta nell’armadio (altri, forse, li ho in soffitta) e ogni volta che mi ricapitano sotto mano, mi si stringe il cuore!

    Comunque, piccola notazione lessicale, anche se è scorretto ortografico-grammaticalmente, credo si scriva celo tutto attaccato! 😉

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    1. Felice di averti fatto fare un tuffo (visto anche il caldo del periodo) nel mare dei ricordi, e che anche tu eri nella tifoseria della raccolta delle figurine, un rito che ha accomunato parecchi di noi e che mai nessuno lo metterà nel dimenticatoio. Effettivamente come canzonavano i bambini da piccoli, anche se grammaticalmente scorretto, si diceva CELO….GRAZIE ancora per avermi letto.

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    1. felice di averti strappato questi ricordi e rispolverati dalla tua memoria, e sempre bello condividere simili emozioni. Nn conosco il portiere, ma vedevo le figurine del calcio di mio fratello e anche gli scudetti delle squadre, quelli a volte platinati erano quasi introvabili… manco fossero pezzi unici da museo…ahahaha

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  2. Quando i miei figli erano piccoli ho completato con loro decine di album di figurine… tutti i cartoni della Disney, principalmente, ma anche album di animali o natura in generale… scambiavamo con gli amichetti e quando poi ne mancavano proprio pochissime le richiedevo direttamente alla Panini!

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  3. Che belli gli album di figurine! Io ho iniziato con i Pokémon, ma mi sono fermata alla seconda generazione. Conservo ancora tutti i doppioni che mi erano rimasti.
    Poi me ne ricordo uno bellissimo sugli animali e un altro sulle città del mondo.

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