“WILMA, DAMMI LA CLAVA!”

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Alzi la mano chi di voi, almeno una volta nella vita, ha avuto una breve o lunga relazione culturale, con un enciclopedia…si avete ben capito, quei volumi ingonbranti, con milioni di informazioni al suo interno, praticamente tutti uguali dello stesso colore, a volte un po’ tristi, praticamente i genitori, dell’ormai tanto amato, ricercato e insostituibile google.

Premessa, non sono cosi anziana come età anagrafica, quindi il mio ricordo, nostalgico, di questo immancabile oggetto, anche se erano in serie quindi sarebbe piu’ corretto parlare di loro al plurale, era presente nelle case di ognuno di noi, sopratutto se si avevano figli che andavano a scuola, quei libri, con illustrazioni o meno, diventavano i nostri compagni di banco dello studio pomeridiano casalingo, un prof muto che pero’ sapeva tutto, bisognava saperlo leggere, interpretare, cercare quella parola chiave che segnava l’inizio di una lettura e studio che avrebbe partorito il nostro voto a scuola il giorno dopo.

Se chi legge queste righe è molto giovane, storcerà sicuramente il muso, considerando questo mezzo di ricerca troppo preistorico per i suoi gusti e per la sua generazione, ma per quella degli anni 80 e 90 è solo un ricordo glorioso di cio’ che è stato e ci ha insegnato, perchè esattamente, prendere in mano un volume di quello, ti faceva le ossa, e anche i muscoli visto il peso, e già quando ti ci mettevi di fronte ad una fila di circa 15 o 20 libri, numerati con delle lettere dell’alfabeto impresse sopra, già li dimostravi la tua bravura nel filtrare cio’ che dovevi trovare o ricercare, facendo rientrare la parola tra un segmento di lettere che divideva i vari libri, incrociando sempre le dita che il tuo settore di interesse non avesse qualche consonante, che dopo un lungo lavoro di esplorazione, quell’argomento non fosse nel testo successivo, quindi conserva il primo, prendi un altro, leggi, ricerca e trova.

Facile direte voi, beh non proprio, le descrizioni in esso contenute, erano a dir quanto prolisse, con terminologie a volte complicate, incomprensibili, in base naturalmente al tuo livello di studi, se eri alle elementari erano montagne da scalare quei termini, tipo salire il K2 senza ossigeno, un suicidio praticamente, alle scuole superiori diventavano qualcosa che si palesava piu’ familiare, ma a coadiuvare quell’importante compito e sostegno scolastico che ci dava l’enciclopedia, ci stava sempre il vocabolario, che ci rendeva quelle nozioni complicate, in passeggiate di salute. Leggevamo paragrafi interminabili cercando di capirci qualcosa, per estrapolare fuori un riassunto, quanto meno potabile, e dare un senso logico a cio’ che i nostri occhi leggevano e le nostre mani scrivevavo in quei quaderni da prossima verifica, naturalmente tutto cio’ ,sotto l’attenta vigilanza della mamma, che guardinga stava vigile ad una raffica di cose contemporaneamente, praticamente noi studenti degli anni sopra citati, eravamo dei super eroi e neppure lo sapevamo, perchè dovevamo essere prudenti a studiare, non sgualcire l’enciclopedia, era costata un botto di soldi, che ancora molto probabilmente i nostri genitori stavano pagando a rate, poteva servire ai tuoi fratelli, cugini, nipoti e chi piu’ ne ha piu’ ne metta, non avevano mai preventivato l’arrivo di internet, ancora questa idea era molto lontana dalle menti dei nostri genitori, motivo per il quale non si poteva scrivere sopra o sottolineare, GUAI a farlo, scarilegio, era come dipingere i baffi sul quadro originale della Gioconda, qualcosa che ti avrebbe mandato in galera per vilipendio di arte, in questo caso cultura e finanza messe insieme visto il costo.

Ma non finisce qui, mentre cercavi di arrampicarti in quella giungla di notizie, dovevi stare eretto sulla schiena, seduto bene, lo studio è imporatante, ma anche mettere un busto ortopedico non era tutto questo carnevale di Rio, e giu’ critiche e commenti, se tergiversavi cercando di fare un sunto, ma proprio sunto del sunto, sul tuo quaderno, ti sentivi sempre dire dietro di ogni sorta, dal che sei lento, che se non finisci i compiti dopo non saresti uscito con la bici e via dicendo, l’elenco possibile e immaginabile di minacce che accompagnavano quell’avventura con un encliclopedia, che neppure Escobar, genio del male, sarebbe riuscito ad inventare. Voi pensate sia finita qui? beh no, perchè se in quel lasso di tempo, per tua sfortuna ti veniva sete o fame, i casi erano due, o lo facevi dopo che avevi finito di studiare, oppure ti prendevi una pausa, controllata naturalmente dal generale a cinque stelle MAMMA, che ti ricordata ogni 30 millisecondi che dovevi finire di studiare, ma in qualunque caso non esisteva neppure lontanamente che tu, potessi farlo vicino o nei paragi di quel volume sacro, perchè poteva sporcarsi o macchiarsi…….la sacra Bibbia originale era tenuta all’acqua e al vento in confronto con le nostre enciclopedie.

Quando tutto cio’ l’ho raccontato un giorno a mia nipote ad oggi 19enne, l’ho vista attenta, quasi interessata a volte divertita, nel fare un termine di paragone ad oggi con la sua di epoca del 4G, mo del 5G, quindi difficilemente immaginabile nel suo quotidiano, ma che in un certo qualmodo riusciva a materializzare, perchè ancora dentro casa in uno scaffale della libreria, la sacra enciclopedia, mia madre, la tiene li come reliquia del rene che ci hanno dovuto sputare per pagarla, è nuova giuro, impeccabile, sembra appena uscita dalla stampa. Resta il fatto che i miei nipoti, quando vengono a conoscenza della modalità di studio e di ricerca dei miei anni scolastici, rimangono sciocco basiti e ironizzano dicendomi che sono antica, vecchia, che i Flintstones, nei suoi vari personaggi, si sono ispirati a me.

Beh che dire, io sono ben felice di appartenere a quella categoria che hanno tenuto in mano i libri e non un cellulare per studiare, che mi circondava l’odore della carta stampata e non l’asetticità di profumi di un computer, sono felice che ho dovuto leggere tanto e fare i riassunti attraverso un enciclopedia, che copiare un articolo da internet senza capirci nulla, sono grata che in quella clava passata dalla tipologia di studio degli anni passati, mi sia stato donato il sapere, la dottrina, l’erudizione che ad oggi ahimè manca in questi giovani,che hanno la fortuna di averla a portata di clic, ma che non sanno fare per se stessi un download di profondo sapere intellettuale che si manifesta con il possesso di grande conoscenza e dottrina, e nonostante hanno piu’ mezzi di noi, non li sfruttano, o semplicemente non sanno di averli, non sanno di quanto loro ad oggi siano fortunati.

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Pubblicato da idee flambè

Rosso come il peperoncino Calabro.....caldo come il sole del mediterraneo....trasparente come le acque cristalline dello Ionio....."SEI DEL SUD?"......."NOOOOOO IO SONO CALABRESE"

40 pensieri riguardo ““WILMA, DAMMI LA CLAVA!”

  1. Io ho ancora la mia bella enciclopedia in 32 volumi ed il Dizionario Enciclopedico ella Zanichelli (li producono e vendono ancora, sai?) e preferisco consultare quelli piùttosto che leggere le immani ca@@ate scritte su Google in generale e Wiky in particolare…
    Sarò all’antica, peut etre…ma paper forever!

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      1. Ti dirò: da un lato trovo Google molto comodo, soprattutto per il lavoro, perché è come avere un indice universale di tutte le enciclopedie. Ma quei volumi, pur essendo in fondo limitati rispetto alla quantità di informazioni di internet, restano comunque delle opere d’arte.

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      2. Concordo in pieno con il tuo pensiero, internet ad oggi è una fonte inesauribile di sapere e di certo ci ha facilitato la vita, nel quotidiano e professionalmente parlando, ma sono ben felice di sapere che come me esistono tanti altri che custodiscono il ricordo verso quei libri, nostalgico di una cultura e studio “sudato”. Grazie ancora per aver dato seguito e lettura al mio articolo.

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  2. Ciao, con questo articolo hai risvegliato in me il ricordo di quando ero studentessa, studiato con l’Enciclopedia e l’aiuto del Vocabolario. Che bei tempi!! Stiamo parlando di un’epoca in cui davvero s’imparava e soprattutto l’argomento che si ricercava rimaneva impresso nelle nostre menti. Sono convinta che questo sia stato il modo giusto di studiare e divenire acculturati.

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    1. In quel periodo esisteva un impegno davvero fattivo nello studio che si concentrava nella “ricerca” e in quell’istante a volte imparavi anche cose nuove, non solo il tuo argomento di studio. Felice che con il mio articolo ti ho sbloccato dei ricordi.

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  3. Hey, I am a proud member of the prehistoric, ancient club. I still use my old college dictionary and thesaurus. While it’s easy to jump on Google, I still enjoy turning the pages and actually reading a hard copy of research that I can sink my brain into. Love this post! 🤗📖😍

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    1. Thank you very much for reading me, sorry for my incorrect english, i am happy that you too are thrilled to think about that memory of prehistoric studies but if you want it still current, like you i still use the paper dictionary. A hug club member☆☆☆☆

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  4. The line that you have been the inspiration of the characters from the Flintstones made me laugh. (I find it a surprise young people even know about the Flintstones!) Last year I dumped my encyclopedia, because it, dating from 1970, was not, well, up to date anymore. I tried to sell it but looking at online market places I learned everybody was trying to sell theirs and nobody wanted to buy. Then I tried to give it away to a charity shop. When I called, the girl picking up the phone said asthonished: ‘Books? Who would even want such things?’ So, alas… I do miss the row of sturdy green books on my shelves, but honestly, I never have picked one from that shelve in over 20 years. 🙂

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    1. Thanks for reading me, and sorry for my incorrect english. Unfortunately, the encyclopedia is now a relic that for those who have spase still keeps it at home, for others inside its memories of a period now evolved with the internet..so nobody wants it, nobody buys it.

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  5. Condivido pienamente! 🙂 Anch’io sono felice di aver tenuto tra le mani e sentito il profumo di quei meravigliosi compagni di viaggio che sono i libri!
    E ti dirò, la mi libreria ne è piena e non disdegno di verificare alcune informazioni lessicali trovate su internet anche sul mio vecchio dizionario di italiano! 😉

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    1. Bello incontrare persone appartenenti alla “vecchia scuola”, dove il nostro sapere ce lo siamo sudati estraendolo,come in miniera, dai libri. Il vocabolario poi…compagno fedele sempre, anche adesso con mio marito spesso giochiamo di aprire a caso una pagina e vedere se i vocaboli in esso contenuti, se rientrano o meno nelle nostre conoscenze. Cmq grazie mille per avermi letto.😊

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    1. Beh ne ho tanti di ricordi soprattutto degli anni 90, sono nata nell 83 quindi i ricordi più vividi sono nel decennio dopo, potrei fare un lungo elenco, ma in un’altro articolo ho sbloccato un’altro mio ricordo bello rappresentato da un oggetto…il telefono fisso con la rotella😊😊😊… i tuoi invece quali sono?

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  6. Bellissimo il tuo articolo mi hai fatto scattare un emozione, lo guardavo con mio fratello Ken il guerriero, lui è più grande di me, anche se io preferivo l l’uomo tigre🥰 che belli quei cartoni, grazie che me li hai fatti ricordare😊😊

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