“La verde arte del non sapere!”

Photo by Anna Shvets on Pexels.com

Siamo circondati dal verde, e in questa categoria di colore ci faccio entrare naturalmente tutto il mondo delle piante, fiori, alberi, siepi, erba, insomma tutto ciò che la terra alimenta e il sole e tutti i suoi elementi fanno crescere rigogliosi. Tranquilli non siete capitati in una lezione di biologia, credo che io sia la persona meno adatta ad addentrarmi in questi campi….minati, ma se ci pensiamo, ovunque andiamo, per fortuna, è intorno a noi, anche nelle città più cementate di questa Terra è sempre presente qualche pianta che fa da ornamento a quel luogo, ci segue per dare ossigeno ai nostri alveoli, per colorare le nostre strade, per rallegrare i nostri parchi, per tinteggiare le nostre case, i nostri locali di relax, insomma quelle poliedriche foglioline dalle 1000 sfaccettature di verde fanno parte della nostra vita e nemmeno ce ne accorgiamo, fanno capolino nelle nostre giornate e spesso poverine sono ignorate, almeno da me, che sono la persona con meno pollice verde a questo mondo.

Adesso mi spiego meglio, prima che un orda barbarica di ecologisti mi prendano d’assalto e mi facciano arrivare dentro casa, per punizione, una delle piaghe del deserto, tipo le cavallette per divorarmi letteralmente, per mettere in atto il risvolto della medaglia, una loro conversione culinaria dal vegetale alla carne.

Ma bando alle ciance e alle metafore allegoriche di chi si trova sempre dall’altra sfonda di opinioni differenti alle tue, sappiamo bene che esistono al mondo categorie di persone che amano il verde, quelli che lo preferiscono e sanno anche come curarlo e farlo crescere, come se volessero ricreare dentro casa propria o nel loro giardino il quinto polmone verde, come faceva mia madre, o chi come me, che ammirano, invidiano chi possiede tale capacità, tale arte, tale proprietà dentro se.

Se proprio devo essere sincera mi sono impegnata anche nell’emulare tutto ciò, ma ahimè gli unici risultati che ne sono venuti fuori, sono il risultato sbagliato di un equazione perfetta, esattamente è così, riproduco in copia e incolla tutti i sani passaggi nel curare questi vegetali, presi nelle nostre case per accudirli come fossero animali domestici, si avete letto bene animali domestici, perché nel momento esatto che si decide di prendere anche un fiore bisogna essere consapevoli dell’impegno di curarli attraverso l’acqua , quotidiana o no, la giusta luce, travasarli quando è il momento, dargli sali minerali, se vuoi fare un viaggio devi impegnare qualcuno per dargli quantomeno l’acqua, o comprare un sistema che lo faccia automaticamente, insomma sono un impegno che lo vogliamo ammettere o no, non puoi portali con te come un semplice cane o gatto, loro possono essere paragonati tipo all’acquario con i pesci dentro, bello stupendo da guardare ma che è statico dentro casa, di certo una pianta non te la porti in vacanza, la trascini con te solo in un trasloco, ma anche se può sembrare che dia meno impegno, il pensiero che la sua vita dipende da te ti lega al suo vaso, al suo luogo, alla sua presenza, che hai deciso tu, nella tua vita.

Ma ritorniamo al mio estremo impegno nel curare questi organismi vegetali naturalmente mi riferisco a passaggi primitivi, come semplicemente dargli da bere, non potatura o innesti da agronomo esperto, ma ciò che ne viene fuori sempre, incessantemente, come i film di natale che si ripetono a loop ogni anno a dicembre, è il loro fare karakiri pur di non stare con me …..in poche parole??? sono arrivata alla soluzione finale, corroborata da mille testimonianze verdi, che tra le mie mani morirebbe anche una pianta di plastica, finta, un farlocco di pianta vera, una riproduzione, di cartone, senza radici, un adesivo che rappresenta un fiore o la pianta della casa di barbie.

E’ inutile ci ho provato tantissime volte, ho dato il massimo, sono spronata nel farlo, mio marito ama il verde ha tantissime piante e il suo giardino, che ve lo dico affare, è super curato, ma anche lui ha smetto di affidarmi le sue piante quando è via, semplicemente perché quelle due volte che gli ho messo da bere, al suo ritorno, ma qualche ora prima giuro, ci stava qualcuna che cominciava ad essere come dire, abbacchiata, smunta, fuori forma, eppure io mi sono presa cura di lei, ma ribadisco nuovamente il concetto, anche loro si affezionano al loro padrone, a chi si prende con amore cura di loro, e appena non ci sta si sentono sole abbandonate, soffrono il distacco, l’abbandono e si deprimono. Questa è l’unica risposta logica che mi viene da formulare, perché molte il giorno dopo erano belle arzille e rigogliose dopo il ritorno di mio marito, anche se devo ammettere che qualcuna non ci sta più, motivo per il quale il mio maritino adorato mi ha esonerato da questo incarico a vita, licenziamento in tronco, e senza possibilità di rivolgersi ai sindacati.

Ma in parte lo capisco, mi ha dato fiducia con le piante, me ne ha regalata una, semigrassa credo con due fiorellini viola, piccola e graziosa, ogni giorno gli davo la sua dose d’acqua, ne troppa ne poca, lo dico per gli esperti del settore e ho scritto tutti i giorni, anche se so bene che non si annaffiano quotidianamente soprattutto quelle grasse, volevo solo intendere un impegno e attenzione a quella pianta, cavolo però non sono così capra in questa materia. Cresceva bene, mio marito la rinvasa, e mentre mi prendevo cura di lei, un giorno, mentre gli mettevo l’acqua notavo che veniva fuori fumo dal suo terriccio, la guardavo davvero incuriosita per capire lo strano fenomeno che stesse interessando quel vegetale, ma qualche nano secondo dopo mi sono resa conto che l’acqua nel contenitore che avevo nelle mani era calda, quindi mi sono subito messa le vesti di un soccorritore del 118 per rianimarla con acqua fredda e per fortuna nei giorni successivi ha continuato ad essere fra noi. La sua dipartita giuro che non è avvenuta per mani mie, ma di altri che mettendo il muso in faccende estetiche e botaniche hanno fatto nascere una diatriba tra, questa è una pianta da esterno, no da interno, qui no, li no, a me piaceva tenerla con me dentro casa, alla fine viene messa fuori, peccato che il punto scelto della casa era quello più ventilato e in un bel giorno di vento, da tornado forza nove, cade, diventa pianta e vaso un tutt’uno con il pavimento, il giorno dopo sole cocente, da deserto del Sahara, arrivo a casa e fù cosi che con quella scena morì definitivamente anche la mia volontà di essere vicino a questi esserini verdi.

Sono così diventata consapevole che determinate capacità sono innate in noi, non si possono creare successivamente, come in laboratorio, rimarrà sempre qualcosa di artificiale, non sarà mai perfetta come lo è in natura, noi tutti siamo diversi, e nelle nostre diversità spiccano le nostre particolarità e predisposizioni, e tra quelle che mi appartengono la botanica non è pervenuta, ma forse per una punizione divina, altrimenti non me la spiego, ogni sacro santa volta che qualcuno ci viene a trovare a casa o per cena o pranzo che sia, vedo spiccare appena mettono il muso fuori dalla loro automobile qualcosa che mi evoca ricordi di verde struggente, quindi a tutti quelli che sono all’ascolto che mi stanno leggendo, che mi conoscono, quando venite a trovarmi, per favore NO PIANTE, NO FIORI, ma solo dolci, pasticcini, torte, biscotti, creme, semifreddi, cioccolato, farete felice una mia capacità e proprietà innata e di spicco, la golosità, per la felicità delle mie papille gustative e per la felicità di una pianta nel mondo che ha scampato la morte tra le mie mani.

Photo by Anna Shve
Ribimex PRA020 – Annaffiatoio Polietilene, 2 l, Colori Assortiti


Ribimex PRA020 – Annaffiatoio Polietilene, 2 l, Colori Assortiti

Pubblicato da idee flambè

Rosso come il peperoncino Calabro.....caldo come il sole del mediterraneo....trasparente come le acque cristalline dello Ionio....."SEI DEL SUD?"......."NOOOOOO IO SONO CALABRESE"

6 pensieri riguardo ““La verde arte del non sapere!”

    1. Meno male che le vostre capacità da pollice verde esistono…almeno noi del “non pollice verde “😊 possiamo ammirare le vostre meraviglie e rifarci gli occhi…è come lo scultore…non tutti lo sono ma gli altri apprezzano e approvano le sue opere….😊 buona giornata e grazie per aver letto il mio articolo

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  1. Ho avuto gli ultimi due giorni da “ortolana” e agronoma. Ieri ho piantato tante piantine per l’orto e oggi mi sono dedicata ai fiori. Un gran mal di schiena perché la terra è bassa ma che soddisfazione avere la vista di tanti verdi profumati e di tanti colori. Ne parlerò domani nel mio blog. Buona serata 👍🌹🐝

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